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Tik Tok, allarme del Garante della privacy: «Serve una task force»

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 27 Gennaio 2020
Il Garante della privacy invia una richiesta ufficiale al Comitato europeo per la protezione dei dati personali
Fonte corriere.it
Allarme rosso sul social network Tik Tok, usato da migliaia di ragazzini in tutta Italia: a lanciarlo è il Garante per la protezione dei dati personali, che ha chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali (Edpb), che riunisce tutte le Autorità privacy dell’Unione, di attivare una specifica task force. In considerazione della «delicatezza e della rilevanza di questo tipo di piattaforme», usate sopratutto da giovanissimi, il Garante segnala la necessità di procedere in maniera «forte e coordinata».
Le segnalazioni
Nella lettera inviata al Comitato, il Presidente dell’Autorità Garante, Antonello Soro, sottolinea come siano già pervenute all’Autorità italiana «alcune segnalazioni in merito alle possibili vulnerabilità che presenta questa app per smartphone e come anche altre Autorità, come l’Ico inglese e l’Ftc americana, abbiano già proceduto ad avviare indagini autonome». Soro ha chiesto che la questione venga posta all’attenzione della prossima riunione plenaria, che si terrà a Bruxelles il prossimo 28-29 febbraio, del Comitato (Edpb) che riunisce tutti i Garanti privacy europei.
Il fenomeno
In America sono state già avviate indagini: il Comitato per gli investimenti esteri statunitense sta verificando se l’applicazione rappresenta un pericolo per i dati dei cittadini Usa e la Federal Trade Commission l’ha multata per 5,7 milioni di dollari proprio per una storia legata alla privacy dei minori . In un anno l’app di Bytedance, società cinese valutata 75 miliardi di dollari, è cresciuta vertiginosamente- si stimano 2,4 milioni di utenti- ed è diventata un contesto da presidiare anche se non si è un teenager, dopo essersi imposta a livello globale come (unica) potenziale erede di Facebook e Instagram con 1,4 miliardi di download.
Le reazioni
«Abbiamo denunciato per primi i rischi di un utilizzo distorto dei dati dei nostri bambini, oltre alla pericolosità della piattaforma stessa. Ci aspettiamo un intervento sollecito -aggiunge- anche alla luce dell’elevato numero di minori che utilizzano questo social, in forte espansione», sottolinea la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, presidente della commissione parlamentare per l’adolescenza e l’infanzia. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ritiene «giusto l’appello del Garante, al quale avevamo chiesto di intervenire su TikTok, dopo la falla che era stata resa pubblica solo ad inizio mese, ma che era stata scoperta in realtà a novembre». Dona fa riferimento alla scoperta dei ricercatori di Check Point - gli stessi che hanno svelato l’ultima falla di WhatsApp - che hanno rivelato che anche TikTok può essere attaccata da un hacker.



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