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Pubblicazione foto senza consenso: risarcimento

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 2 Marzo 2020
Pubblicazioni di volti e immagini, opere fotografiche e scatti d’autore su internet: è reato e ci vuole sempre il consenso?
Fonte laleggepertutti.it
Ci sono due ipotesi di illecita pubblicazione foto senza consenso: quella relativa all’opera fotografica realizzata da un artista (ad esempio, lo scatto di un tramonto, di un panorama o di una composizione grafica realizzata attraverso uno dei tanti software in commercio) e quella, invece, inerente il volto di un soggetto che non ne ha mai autorizzato la diffusione. Nel primo caso, scatta una violazione del diritto d’autore (o, come molti impropriamente lo chiamano, “copyright”), mentre nel secondo c’è una lesione del diritto all’immagine e della privacy.
In entrambi i casi, però, si commette un illecito che può dar luogo a un indennizzo del danno in capo alla vittima. Ma procediamo con ordine e vediamo come funziona il risarcimento per pubblicazione foto senza consenso.
Indice
  • 1 Pubblicazione di volti senza consenso
  • 2 Reato e risarcimento per pubblicazione di volti senza consenso
  • 3 Pubblicazione opera fotografica senza consenso: risarcimento
  • 4 Approfondimenti
Pubblicazione di volti senza consenso
I social network hanno aumentato i rischi di lesione della privacy. La pubblicazione di una foto ritraente una persona è subordinata alla manifestazione, sia essa esplicita o implicita, del consenso da parte di quest’ultima; questo sia per la tutela del diritto all’immagine, sia per la tutela del diritto alla riservatezza, visto che la pubblicazione di una foto altrui costituisce una forma di trattamento di un dato personale.  
Il fatto di aver scattato una foto con i propri amici che, per l’occasione, si sono messi in posa, non ne autorizza la diffusione sui social network come Facebook o Instagram.
Marco festeggia i suoi 20 anni. Alla festa partecipano tutti i suoi amici che, al momento dello spegnimento delle candeline sulla torta, si posizionano vicino al festeggiato per gli scatti di rito. Il giorno dopo, Marco pubblica tutte le foto sul proprio profilo Instagram. Saverio, ritratto in alcuni di questi scatti, ne chiede l’immediata rimozione per non aver mai concesso alcun consenso e, anzi, minaccia Marco di chiedergli i danni se non lo farà immediatamente. Marco declina ogni responsabilità e gli rinfaccia il fatto di essersi messo in posa, prestando così un tacito consenso alla foto. Saverio, invece, non ne vuol sapere e si rivolge al giudice. In una ipotesi del genere, Saverio ha ragione.
Il consenso prestato alla foto non implica in automatico anche l’accettazione alla sua diffusione o pubblicazione. Si tratta, infatti, di due attività diverse che vanno distintamente autorizzate. L’autorizzazione alla pubblicazione non deve per forza essere data per iscritto anche se tale forma garantisce una prova più sicura.
Il divieto di pubblicazione senza consenso concerne anche la diffusione attraverso gruppi chiusi o chat, come ad esempio l’inoltro tramite WhatsApp.
Il consenso, una volta prestato, può essere sempre revocato in qualsiasi momento, obbligando, in tal caso, all’immediata rimozione della foto da internet.
Nell’esempio di poc’anzi, potrebbe avvenire che Saverio abbia, in prima battuta, autorizzato Marco alla pubblicazione e, anzi, abbia condiviso lo scatto sul proprio profilo Facebook o Instagram. Senonché, lo stesso Saverio potrebbe, dopo qualche anno o anche qualche giorno, ripensarci e chiedere la rimozione dell’immagine. In tal caso, Marco sarebbe obbligato a farlo.
Reato e risarcimento per pubblicazione di volti senza consenso
Il soggetto ritratto, che non ha prestato consenso alla pubblicazione del proprio volto su internet, può difendersi presentando una querela dinanzi alla polizia postale al fine di contestare il reato di illecito trattamento dei dati altrui. Il processo penale viene intentato su iniziativa della Procura della Repubblica, mentre alla vittima è concesso costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento del danno.
In alternativa, la vittima può agire esclusivamente in via civile per chiedere al giudice l’emissione di un ordine di immediata rimozione dell’immagine da internet e il risarcimento del danno.
Secondo la giurisprudenza [1], la condotta di chi pubblica un volto altrui senza aver prima ottenuto il consenso integra un abuso dell’immagine altrui con conseguente diritto della “parte lesa” di ottenere la cessazione della condotta abusiva e, quindi, la cancellazione delle foto dal profilo social.
L’ammontare del risarcimento viene parametrato dal giudice sulla base della circostanza di fatto, del danno subito (anche in base alla notorietà della persona e delle conseguenze che sono derivate dalla diffusione dell’immagine), del tempo durante il quale la pubblicazione è avvenuta, ecc.
Pubblicazione opera fotografica senza consenso: risarcimento
Diverso è il caso della pubblicazione di uno scatto fatto da un fotografo o da altro amante della fotografia. Qui, viene in evidenza la lesione del diritto d’autore. Si pensi a chi trovi un’immagine su Google e la scarichi sul proprio pc o telefonino per pubblicarla su un profilo social personale. In questi casi, la responsabilità penale e civile scatta anche se l’opera non è “sigillata” con strumenti che ne evidenzino la paternità. Non è necessario che vi sia scritto «riproduzione riservata» perché il diritto d’autore copre tutte le immagini non appena realizzate (al pari di testi, musica, ecc.).
L’importante è che la foto abbia un minimo di creatività, anche dovuta all’uso di un filtro o all’utilizzo di una angolazione o di una specifica tecnica. La semplice riproduzione della realtà materiale, come uno scatto fatto a una strada o a una piazza senza alcun elemento personale dell’artista, può essere liberamente riprodotto.



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