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L’avvocato detta legge in materia di privacy

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 18 Gennaio 2019
L’avvocato deve impartire istruzioni al personale dello studio, che deve essere designato autorizzato al trattamento dei dati
di Antonio Ciccia Messina Fonte italiaoggi.it
L'avvocato deve impartire istruzioni al personale dello studio, che deve essere designato autorizzato al trattamento dei dati. È questa una delle disposizioni previste dalla delibera n. 512 del Garante della privacy del 19 dicembre 2018, che ha individuato le regole per avvocati e investigatori compatibili con il regolamento Ue n. 2016/679 sulla protezione dei dati (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 15/1/2019). Al garante, infatti, è stato affidato il compito di esaminare il “vecchio” codice deontologico privacy per legali e investigatori (allegato A.6 al dlgs 196/2003) e censire le prescrizioni ancora valide.
Titolare. A seconda dei casi, il titolare può essere il singolo professionista oppure l'associazione o la società tra professionisti.
Autorizzati. L'avvocato deve impartire istruzioni agli autorizzati al trattamento. Possono essere autorizzati le persone addette a compiti di collaborazione amministrativa, sostituti processuali, praticanti, consulenti tecnici di parte, investigatori privati o altri ausiliari, che non siano autonomi titolari.
Tenuta fascicoli. Gli avvocati devono fare attenzione a non compiere attività non giustificata dalle necessità professionali; questo con particolare attenzione alla corrispondenza, alla conservazione dei fascicoli, al materiale non utilizzato in un procedimento, alla esistenza del titolo ad acquisire dati da terzi e alla conservazione di atti relativi ad affari definiti. È necessario, quindi, distinguere i fascicoli in consultazione corrente, da quelli in archivio.
Informativa. L'informativa può essere unica, e si può fornire anche mediante affissione nei locali dello studio e pubblicazione sul sito Internet, anche con formule sintetiche e colloquiali.
Conservazione. Il capitolo della conservazione è uno dei più delicati. La definizione di un grado di giudizio o la cessazione dello svolgimento di un incarico non comportano un'automatica dismissione dei dati. Una volta estinto il procedimento o il rapporto di mandato, atti e documenti possono essere conservati, in originale o in copia e anche in formato elettronico, qualora necessario in relazione a ipotizzabili altre esigenze difensive dl cliente o dell'avvocato. Se è prevista una conservazione per adempiere a un obbligo normativo, sono custoditi i soli dati effettivamente necessari. Salvo previsioni di legge e quella della restituzione al cliente dell'originale degli atti, l'avvocato, previa comunicazione all'assistito, può distruggere, cancellare o consegnare all'avente diritto o eredi o aventi causa la documentazione integrale dei fascicoli e le relative copie. In caso di cessazione del legale e se non subentra nessun altro legale, la documentazione dei fascicoli, decorso un congruo termine dalla comunicazione all'assistito, è da consegnare al Consiglio dell'ordine, per finalità difensive.



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