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Il Gdpr europeo fa scuola: approvato in California il Privacy Act

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 2 Luglio 2018
È il primo Stato americano ad approvare una legislazione così stringente che obbliga le grandi aziende tech della Silicon Valley a dichiarare quali dati collezionano e se li cedono a terze parti
di Enrico Forzinetti Fonte corriere.it
La California ha introdotto una legge sulla privacy che è tra le più stringenti mai approvate in tutti gli Stati Uniti e che per molti aspetti ricorda il Regolamento generale per la protezione dei dati personali,  diventato applicabile da fine maggio in Europa. La conseguenza principale che ci si attende d’ora in avanti è un approccio diverso da parte dei big della tecnologia con sede nella Silicon Valley nei confronti dei dati degli utenti.
Tra i provvedimenti principali, le aziende dovranno dichiarare quali dati collezionano e se vengono condivisi con terze parti. Inoltre agli utenti vengono garantite le possibilità di chiedere che i dati registrati siano cancellati e di non vedere le proprie informazioni personali cedute. La legge però stabilisce che in questo caso le aziende non potranno penalizzare i consumatori, offrendo loro servizi meno completi oppure facendo pagare di più per averli. Chi violerà le regole potrà andare incontro a sanzioni economiche e anche i consumatori potranno fare loro causa in caso di diffusione di dati.
Il California Consumer Privacy Act entrerà in vigore nel 2020 e si applicherà solamente ai cittadini dello Stato: ma come ha fatto notare il Washington Post, compagnie come Facebook e Google dovranno adeguarsi per non avere due regimi di privacy molto diversi: uno in California e un altro in tutto il resto degli Usa. Ma l’auspicio di chi si batte per la difesa dei dati degli utenti è quello che l’esempio californiano venga seguito anche dagli altri Stati americani. La legge è in realtà un provvedimento adottato in extremis: se non fosse stato fatto entro la fine di giugno, si sarebbe comunque tenuto un voto il prossimo novembre su una petizione firmata da oltre 600 mila californiani e che avrebbe avuto effetti ancora più restrittivi. Non è un caso che i big della tecnologia abbiano sempre fatto una intensa campagna di contrasto a questa iniziativa popolare finanziata in maniera determinante da Alastair Mactaggart, imprenditore nel settore edile impegnato nelle lotte per la difesa della privacy.



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