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Il Garante per la privacy "Discriminatoria quella frase sul referto" - Intervista a Antonello Soro

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 23 Luglio 2019
Il Garante per la privacy "Discriminatoria quella frase sul referto" - Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali.
(di Valentina Frezzato, "La Stampa - ed. Alessandria", 15 luglio 2019)
Fonte garanteprivacy.it
"Questo caso appare estremamente grave" Così afferma Antonello Soro, il Garante per la protezione dei dati personali, sulla vicenda dell'uomo dimesso dall'ospedale di Alessandria che si è sentito discriminato durante il ricovero nel reparto di Malattie infettive - con continui riferimenti all'orientamento sessuale - e poi anche una volta uscito dalla struttura. È a quest'ultima parte e in particolare sulla lettera di dimissione che reca, alla seconda riga, la dicitura "omosessuale", che il Garante si riferisce: "È un dato sicuramente irrilevante ai fini della diagnosi, come anche delle prescrizioni terapeutiche o di comportamento".
Soro, dopo aver visionato la lettera e letto le dichiarazioni del paziente, sottolinea: "Prima ancora della violazione delle norme in materia di privacy, colpisce l'evidente inutilità delle informazioni consegnate al medico di famiglia e a quanti altri che, per le più diverse ragioni, avranno necessità di prendere visione del foglio di dimissione". Potrebbe non rimanere in un cassetto, ma servire più volte in futuro.
"Pur non conoscendo i dettagli della vicenda, su cui certamente dovrò svolgere ogni opportuno accertamento, è intanto possibile rilevare un elemento essenziale. La condizione di omosessualità del paziente è un dato sicuramente irrilevante ai fini della diagnosi, come anche delle prescrizioni terapeutiche o di comportamento e, per altro verso, proprio in quanto idoneo a rivelare l'orientamento sessuale, quel dato è qualificato dalla disciplina privacy come meritevole di una tutela rafforzata che ne circoscrive al massimo le possibilità di circolazione, proprio per impedire ogni possibile discriminazione su questa base. Pertanto, l'indicazione di tale dato, in assenza di alcuna esigenza, all'interno di una lettera quale quella di dimissione che deve essere poi consegnata a soggetti terzi rispetto all'interessato, se non altro il medico di base, è sicuramente eccedente e, come tale, illegittima e discriminatoria nei confronti del paziente".



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