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Facebook dovrà riottenere il consenso di tutti gli utenti europei in base alle nuove normative sulla privacy

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 5 Marzo 2018
foto Mark Zuckerberg. Reuters/Robert Galbraith
di Jim Edwards Fonte: it.businessinsider.com
Secondo la nuova “ePrivacy law” europea e il prossimo Regolamento generale sulla protezione dei dati, Facebook dovrà ottenere di nuovo il consenso da parte di tutti i suoi utenti per i dati che sta attualmente trattando.
Per Goldman Sachs “I dati esistenti rischiano di diventare obsoleti”.
La legge riguarda tutte le società tecnologiche che operano in Europa, ma in particolare Facebook perché la sua attività consiste unicamente nel trattamento dei dati degli utenti.
La direttrice operativa Sheryl Sandberg ha già detto agli analisti di aspettarsi che Facebook subirà in Europa un lieve calo nel numero di utenti medi giornalieri, ma per il resto l’azienda è pronta.
Tra pochi mesi entrerà in vigore la nuova legge europea sull’ePrivacy. La parte più dirompente del nuovo regolamento proposto, secondo gli addetti e gli analisti del settore informatico, è la necessità da parte delle aziende di ottenere il consenso per ogni dato conservato sugli utenti. Secondo la nuova legge, i vecchi dati nonsaranno esclusi né soggetti alla clausola di anteriorità, o mantenimento dei diritti acquisiti.
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Interpretando quindi l’attuale stesura della normativa, molti analisti ed esperti politici ritengono che le società dovranno riottenere il consenso da parte dei loro attuali clienti per tutti i dati conservati che li riguardano, non importa quanto vecchi questi siano.
In teoria, la nuova legge impedirà a Facebook lo sfruttamento dei dati già posseduti, a meno che la società non riesca a convincervi a registrare nuovamente il vostro consenso per tutte le informazioni che le avete già fornito. Le due principali società interessate dalla norma saranno Facebook e Google.
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Ma forse è Facebook a dover superare l’ostacolo maggiore per adeguarsi. Non solo impiega i vostri dati come parte del vostro account personale, ma li fornisce anche agli inserzionisti tramite i suoi prodotti Audience Network e Custom Audiences che generano pubblicità su siti e app di terze parti, esterne al social network. La nuova normativa sull’ePrivacy obbligherà Facebook a chiedere a tutti i propri utenti europei il permesso per ogni genere di dati che vengono conservati o condivisi dallo stesso Facebook.
Non è chiaro quando entrerà in vigore la nuova norma sull’ePrivacy, anche se si stima all’inizio del 2019. La nuova legge agirà in concomitanza con una seconda normativa europea che entrerà in vigore nel maggio 2018: il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
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Goldman Sachs: ‘I dati esistenti rischiano di diventare obsoleti’
Secondo una nota inviata dall’analista di Goldman Sachs Lisa Yang e dal suo team, “Le organizzazioni dovranno riottenere il consenso dell’utente (per i dati che vogliono mantenere) e realizzare una traccia di autorizzazione completamente documentata prima che il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) diventi esecutivo – altrimenti i dati esistenti diventeranno obsoleti. Una volta che gli utenti avranno il diritto di non acconsentire all’impiego pubblicitario dei dati e di cancellare i propri dati personali, come accennato in precedenza, sussiste il rischio di un’ulteriore perdita di dati”.
Secondo un libro bianco redatto dall’organizzazione di settore Digital Content Next, che rappresenta le aziende tecnologiche, “Facebook e Google (a) non potranno usare la quantità inaudita di dati già in loro possesso, o (b) riceveranno multe e sanzioni che, per la prima volta nella loro storia, avranno un impatto significativo sui loro bilanci“.
L’Ue non scherza sulle sanzioni. La pena massima per il mancato rispetto della legge è del 4% su tutto il fatturato annuo globale, che nel caso di Facebook e Google sarebbe rispettivamente di circa 1,3 e 3,5 miliardi di euro.
Lisa Yang di Goldman Sachs ha detto ai clienti che Facebook è già incappata ripetutamente in violazioni delle leggi vigenti sulla privacy dei consumatori europei:
“Recentemente Facebook è stata multata per 1,2 milioni di euro da parte dell’agenzia spagnola per la protezione dei dati per aver violato le normative sulla privacy di quel paese, con il legislatore che sottolineava come “la politica sulla privacy di Facebook contenga una terminologia generica e poco chiara“, e che “L’agenzia ritenga che Facebook non raccolga in maniera adeguata il consenso degli utenti come dei non utenti, fatto che costituisce una grave infrazione”. In precedenza l’omologo ente normativo francese aveva multato Facebook con una sanzione di 150.000 euro per avere raccolto e compilato dati degli utenti in assenza di una base legale e di un consenso esplicito”.
Quest’anno Facebook ha perso anche una causa in Germania, nella cui sentenza si dichiarava che le sue impostazioni sulla privacy non avevano ottenuto un adeguato livello di consenso.
‘Molti dei dati dei soggetti europei su cui Facebook e Google si basano attualmente potrebbero perdere il proprio valore’
Secondo il rapporto di Dcn, le nuove richieste sono tanto drastiche quanto sembrano. L’intero grafico degli attuali utenti europei di Facebook è minacciato.
“Con la normativa proposta sull’ePrivacy, la maggior parte dei dati europei delle persone interessate sui quali si fondano attualmente Facebook e Google potrebbero perdere il proprio valore dato che non sarebbero sfruttabili a fini di pubblicità comportamentale o mirata senza cambiamenti drastici nelle loro attuali pratiche”.
Allo stesso modo, in occasione di un evento di Citi Research svoltosi a dicembre, a Yves Schwarzbart, capo della politica aziendale all’Internet Advertising Bureau UK è stata posta la domanda, “Ciò significa che dovrete ricominciare a costruire un grafico degli utenti dall’inizio?”.
La sua risposta, “In un certo senso, potremmo dire di sì”.
La nuova normativa influenzerà ogni azienda informatica di qualsiasi Paese che opera in Europa.Essendo ancora oggetto di discussione da parte della Commissione europea, il testo potrebbe essere modificato o ammorbidito prima della sua definitiva entrata in vigore.
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Lisa Yang di Goldman Sachs crede che Facebook e Google siano abbastanza preparate per gestire i cambiamenti dato che hanno un rapporto “diretto” con le persone. I loro utenti sono così dipendenti da entrambe le piattaforme che probabilmente daranno il proprio consenso piuttosto che non avere accesso all’e-mail, a Facebook, a Messenger e a WhatsApp. Ma anche così c’è il timore che gli utenti europei, in occasione della revisione e del consenso necessari per ogni singola tipologia di dati che forniranno a Facebook, possano limitare il proprio permesso generale riducendo così in tal modo l’impiego complessivo.
Sheryl Sandberg: ‘Sappiamo anche che potrebbe verificarsi un impatto nel numero di utenti giornalieri attivi dovuto alle implicazioni sull’utilizzo europeo’
Facebook si sta già preparando per le nuove leggi.
La direttrice operativa Sheryl Sandberg ha dichiarato in occasione dell’ultima presentazione dei risultati di bilancio che Facebook potrebbe subire un ribasso: “Continueremo a offrire alle persone un’esperienza personalizzata e chiara sul modo in cui utilizziamo i loro dati, lasciando loro la scelta ma ci rendiamo conto che ciò potrebbe portare alla rinuncia da parte di alcuni utenti all’uso dei nostri strumenti di pubblicità mirata.Sappiamo anche che potrebbe verificarsi un impatto negativo sul numero di utenti giornalieri attivi sul territorio europeo”.
Ma, ha detto, “La famiglia di app di Facebook già applica i principi fondamentali della struttura dell’GDPR”. A gennaio, la società ha pubblicato un post sul suo blog che evidenziava le sue opzioni nelle impostazioni sulla privacy.



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