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Anonymous hackera gli indirizzi mail di 30mila avvocati (tra cui Virginia Raggi)

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Pubblicato da in News Privacy Europea · 10 Maggio 2019
Indaga la Polizia Postale: il gruppo di hacker ha pubblicato sul suo sito italiano le informazioni provenienti dalle Pec di migliaia di avvocati romani.
Fonte corriere.it
Ci scherzano anche sopra, con una battuta di Totò: «Gli avvocati difendono i ladri. Sa com’è... tra colleghi». Ma viene definito in modo piuttosto serio l’intenzione dietro all’ultimo attacco hacker di Anonymous, il gruppo di informatici anarchici ormai diffuso in tutto il mondo. E quindi anche in Italia. Proprio il blog della divisione italiana annuncia un’operazione che ha portato alla violazione di oltre 30mila indirizzi di posta certificata (Pec) appartenenti ad altrettanti avvocati romani. Tra cui il sindaco della città, Virginia Raggi.
Mentre la Polizia Postale dichiara di essere già al lavoro per rintracciare i responsabili, Anonymous spiega le motivazioni dell’attacco hacker, riportando anche alcuni screenshot dell’account Pec di Virginia Raggi: «Con l’avvicinarsi dell’anniversario della loro cattura, vuole ricordare i vecchi Amici Aken e Otherwise arrestati nel Maggio 2015. Non avete capito che Anonymous non ha leader? Arrestati 2 altri 100 ne nascono». Il riferimento è al fermo di due dei leader del gruppo di attivisti: un 31enne di Livorno e un 27enne della provincia di Sondrio. «Dopo anni di attacchi ancora non avete capito chi sono i veri cattivi. Voi avvocati siete parte di questa giustizia, che difende i ricchi e condanna i poveri», aggiungono.
Sotto al post del blog di Anonymous, intanto, sono comparsi alcuni commenti — anonimi — di persone che si identificano come avvocati colpiti dall’attacco. Tutti contestano agli hacker il fatto che il loro gesto va a detrimento degli assistiti. «Sono una degli avvocati a cui avete “carpito” la password, per voi è una forma di lotta, posso capirlo. Ma per me e le persone che assisto no», scrive una di loro. «Chi pagherà il prezzo di questo sarà il mio assistito che domani sarà privato della possibilità di difendersi», si legge nel commento, «lui ci rimetterà: né io né voi, lui. Non so quando e come potrò riutilizzare le mia pec, ma so che chi ha deciso di affidare a me il tentativo di risolvere un suo problema, non avrà difesa, non avrà assistenza. Magari riflettete su questo, sull’avere colpito una persona che molto probabilmente fa parte di quelle per cui state lottando».



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