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Adeguata informativa privacy anche per le interviste orali

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Pubblicato da in News Privacy Europea ·
Più trasparenza nel trattamento dati per ricerca storica.
Fonte federprivacy.org
Bisogna dare una adeguata informativa privacy, anche nel caso di trattamento di fonti orali (mediate interviste). È questa una delle disposizioni previste dalla delibera n. 513 del Garante della privacy del 19 dicembre 2018, che ha individuato le regole etiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica compatibili con il Regolamento Ue n. 2016/679 sulla protezione dei dati (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 15/1/2019).
Al garante, infatti, è stato affidato il compito di esaminare il “vecchio” codice deontologico privacy per gli archivisti (allegato A.2 al dlgs 196/2003) e censire le prescrizioni ancora valide. Rispetto alla formulazione del previgente codice deontologico per la ricerca storica, le nuove regole eliminano la disposizione che consentiva al titolare del trattamento di fornire un'informativa semplificata in caso di trattamento di fonti orali: il Garante spiega che ciò è dovuto al fatto che il regolamento non prevede alcuna forma di deroga o semplificazione agli obblighi informativi, quando i dati sono raccolti presso gli interessati.
Lo stesso Garante non ha ritenuto conforme al regolamento Ue la norma che, nell'esonerare dall'obbligo di fornire l'informativa agli interessati nei casi di raccolta di dati personali presso soggetti terzi, quando ciò risulti impossibile o comporti uno sforzo sproporzionato, non prevedeva misure appropriate per tutelare i diritti, le libertà e i legittimi interessi dell'interessato.
Viene ripetuta, invece, la regola per cui chi consulta archivi storici utilizza i documenti sotto la propria responsabilità e deve rispettare i principi di pertinenza ed indispensabilità rispetto al progetto di ricerca. Chi commette abusi può essere interdetto dall'accesso agli archivi. Infine, nel caso degli archivi degli enti pubblici e degli archivi privati dichiarati di notevole interesse storico, le sovrintendenze archivistiche devono promuovere la diffusione e l'applicazione delle regole deontologiche.



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