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E' reato di diffamazione aggravata quando il post su Facebook lede la reputazione

Commette il reato di diffamazione aggravata, ex articolo 595 comma 3 cod. pen., la persona che, attraverso la pubblicazione di un post su Facebook, accusa l'ex partner, in maniera non del tutto corrispondente alla realtà, di far mancare al proprio figlio i mezzi di sussistenza, facendolo così apparire a un numero indeterminato di potenziali utenti del social network come una persona incurante della vita del minore. Ad affermarlo è il Tribunale di Campobasso con la sentenza n. 574/2019.
mgt | 31/8/2020

Per anonimizzare i dati personali non basta sostituire nome e cognome con le sole iniziali

Una ex dipendente del Comune di Greve in Chianti (Firenze) presentava reclamo all’Autorità Garante dolendosi della pubblicazione, nella sezione “Albo online” del sito web del Comune, di una determinazione al cui interno erano menzionati riferimenti a vicende relative al suo rapporto di lavoro. In particolare, la determinazione conteneva riferimenti alla propria persona, essendo seppur menzionata tramite le iniziali del proprio cognome e nome, nonché dati personali relativi a condanne penali e reati.
mgt | 29/8/2020

Cosa è un attacco 'omografico'?

Un attacco omografico consiste nella registrazione di domini con nomi molto simili agli originali, appartenenti a marchi noti o all’azienda obiettivo dell’attacco del malintenzionato (ad esempio il dominio omografico “yotube.com” per ingannare gli utenti di “youtube.com”), con la finalità di attirare la loro navigazione in siti fasulli e di ottenere così dati personali, di diffondere malware o rendere più credibile una mail di phishing, facendo credere al malcapitato di essere nel sito web originale.
mgt | 25/8/2020

«Visite prenotabili in tabaccheria? Problema di privacy».

JESI – Visite prenotabili in tabaccheria? Contrarietà e perplessità dal Tribunale per i Diritti del Malato: «A nostro avviso, la convenzione con la FIT (Federazione Italiana Tabaccai) per le prenotazioni/pagamenti delle prestazioni sanitarie, viola la privacy del paziente che – tuona il coordinatore Pasquale Liguori -, con tutto il rispetto per i tabaccai, metterebbe in piazza le sue problematiche sanitarie. Una tabaccheria non può garantire riservatezza alla stregua di una farmacia».
mgt | 10/8/2020
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